Il valore del tempo
4 agosto 2011 da scarpace |
Una stazione che pare abbandonata, dove ogni centimetro quadro è coperto da graffiti. Una classica zona periferica, underground.
Alla ricerca di qualcosa da fotografare e che ti colpisca, avverti che in quel posto la dimensione temporale tende quasi ad annullarsi, lasciando intatto tutto ciò che ti circonda.
In quel silenzio senza tempo, in una stazione come quella, pensi ad una presenza di vita dentro quest’atmosfera da abbandono. Subito viene alla mente l’immagine di una persona che aspetta (o finge di aspettare, mentendo anche a se stessa) un treno che gli cambi la vita o che smuova ciò che da troppo tempo è immobile. Un’illusione, un sogno, una possibile realtà e quindi un divenire. Non si sa. E allora ecco quella figura umana che si siede e aspetta, quasi sconsolata, quel treno. Il tempo, che sembra non esistere, continua a scandire i suoi secondi, minuti e ore. E lo sguardo, quello sguardo, scivola lentamente verso il basso. Non guarda più l’orizzonte per vedere il treno. È la consapevolezza di ha capito o che sta capendo, è quel momento in cui devi scegliere se continuare ad illuderti o dare un taglio a tutto. È uno di quei momenti in cui si cresce, chiudendo un’era o anche solo un’avventura. È il momento in cui ti accorgi che tanta è la tua fragilità e che tanti sono stati i tuoi errori. Eppure basta appena una punta di orgoglio e le mani si rattrappiscono nervose, desiderose e in cerca di un riscatto, di un nuovo inizio. Ed è questo il positivo, che solo il tempo può darci. Basta solo coglierne i particolari e riassemblarli così come sono, senza macchinazioni, mistificazioni.

